Premessa: Paola è una brava giornalista. Non leggo il Corriere, ma mi posso fidare dei commenti di persone affidabili (Come Gilioli) che ho letto in giro per la rete.
Se ha cominciato questo sciopero, è perché è stufa di essere trattata come l’ultima ruota del carro, dopo anni di lavoro precario. Inviterei tanta gente nelle stesse condizioni lavorative a fare quello che ha fatto Paola (anche con altri tipi di sciopero, per esempio lo sciopero della firma, il silenzio stampa…) e per i lettori del Corriere, di scrivere una bella lettera di protesta. Io non vi aiuto, non sono bravo con le parole.
Qui sotto quello che lei ha scritto su tumblr, che da oggi diventa il suo diario dello sciopero.
Sciopero della fame e della sete, dopo le prime 24 ore. La novità è che ho bevuto. Mi hanno convinto gli amici, ma vado avanti con lo sciopero della fame.[…]
La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: “Ecco la mia occasione”. Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi.
Ho chiesto spiegazioni: “Perché non avete preso me o uno degli altri precari?”. Nessuna risposta. L’unica frase udita dalle mie orecchie: “Non sarai mai assunta”.
Così vanno le cose. Sette anni di contratto a progetto. Collabori. “Arriverà il mio turno”, ti ripeti. Poi, quando il...
di Paola, precaria...non avete familiarità con le questioni